Di fronte alla sempre più marcata tendenza delle politiche educative internazionali verso processi di standardizzazione, orientati prevalentemente alla misurazione dei risultati di apprendimento e alla trasmissione di competenze funzionali all’inserimento nel mercato del lavoro, i due volumi propongono paradigmi alternativi capaci di superare tali derive. Biesta, in risposta allo svuotamento delle implicazioni etiche ed esistenziali dell’educazione a favore del solo apprendimento misurabile (da lui definito learnification) propone una visione world-centred dell’educazione, che sostenga gli studenti nel diventare soggetti della propria vita, “nel” e “con” il mondo. Sahlberg e Walker, invece, offrono un’analisi di pratiche scolastiche concrete ed efficaci, fondate sulle evidenze del sistema educativo finlandese, caratterizzato da una solida cultura della fiducia e dalla valorizzazione dell’autonomia e della libertà responsabile degli studenti. Pur da prospettive diverse, entrambi i volumi invitano a superare l’idea di una scuola come fabbrica di performance misurabili, per ripensare l’educazione come un’impresa complessa e profondamente umana, capace di formare soggetti liberi, responsabili e critici di fronte alle sfide del mondo.
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